top of page

Il mancato acquisto dell'eredità: le principali conseguenze.

Aggiornamento: 3 apr

L’eredità si acquista con l’accettazione.

Il legislatore, tuttavia, ha disciplinato diversi meccanismi che operano nell’ipotesi del mancato acquisto dell’eredità, ovvero di tutti quei casi in cui il soggetto istituito non possa o non voglia accettare l’eredità (o il legato). Nell’ambito del rapporto tra i principi di autonomia testamentaria e di sussidiarietà della successione legittima, si innestano i diversi istituti della trasmissione, sostituzione, rappresentazione e accrescimento. Quanto alla prima figura, il legislatore se da un lato riconosce al delato, innanzitutto, il diritto di accettare l’eredità, dall’altro, all’art. 479 c.c., ne disciplina la sorte in caso di morte dello stesso delato prima dell’accettazione, prevedendo che il diritto si trasmette ai suoi eredi: costoro, quindi, risultano preferiti rispetto ad eventuali ulteriori chiamati dell’originario de cuius. La sostituzione ordinaria è invece la designazione successiva fatta dal testore per il caso in cui il primo designato non possa o non voglia succedere (art. 688 c.c.). La rappresentazione è invece un’ipotesi di surrogazione legale del rappresentante nel diritto successorio destinato al rappresentato. In particolare, essa designa il subingresso legale dei discendenti – c.d. rappresentanti – nel luogo e nel grado dell’ascendente – c.d. rappresentato – che non può o non vuole succedere. Infine, l’art. 674 c.c. disponendo che “quando più eredi sono tati istituiti con uno stesso testamento nell’universalità dei beni senza determinazione di parti o in parti uguali, anche se determinate, qualora uno di essi non possa o non voglia accettare, la sua parte si accresce agli altri” disciplina il c.d. accrescimento che designa l'automatica inclusione della quota vacante nelle quote degli altri coeredi o collegatari.

È compito dell'interprete verificare, nel caso concreto, quale dei succitati meccanismi trovi applicazione in relazione a una determinata successione. A tal fine, l'ordine di prevalenza tra gli stessi è il seguente: trasmissione, sostituzione, rappresentazione ed accrescimento.

Il presupposto della trasmissione è la morte del primo delato successivamente all'apertura della successione: detto evento non caduca la prima delazione, comportando eclusivamente che il diritto di accettare l'eredità cada, a sua volta, in successione. In realtà, la trasmissione non prevale sulla sostituzione, ma opera proprio perché non si è verificato il presupposto della sostituzione stessa, in quanto la prima delazione non viene meno con la morte del primo delato.

Quanto alla sostituzione, vanno esaminati i rapporti tra questo istituto e quelli della rappresentazione e dell'accrescimento. Ai sensi dell'art. 467, comma 2, c.c., infatti, "si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituito non possa o non voglia accettare l'eredità o il legato [...]". La sostituzione, quindi, prevale sulla rappresentazione perché la volontà del testatore, a sua volta, prevale sul meccanismo legale, in virtù del principio di sussidiarietà dei meccanismi legali rispetto alla volontà del testatore. La prevalenza della sostituzione sull'accrescimento, invece, si fonda sulla preminenza della volontà espressa del testatore su quella presunta.

Passando al rapporto tra rappresentazione e accrescimento, lo stesso art. 674, ult. co, c.c., fa salvo in ogni caso il diritto di rappresentazione e detto principio è ribadito anche dagli artt. 522 e 523 cc. Si è evidenziato, peraltro, che tale prevalenza non può ritenersi operante nell'ipotesi di prescrizione del diritto di accettare l'eredità ex art. 480 c.c.: in tal caso, il termine di prescrizione decorre anche nei confronti dei chiamati in subordine, compreso il rappresentante.




347 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


BLOG DEL NOTAIO GIUSEPPE LEVANTE

bottom of page