Accesso dei notai all’ANPR: novità normative 2025, modalità operative e tutela della privacy
- Giuseppe Levante
- 19 ago
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L’accesso dei notai all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) rappresenta una significativa evoluzione tecnologica e normativa nel rapporto fra professionisti del diritto e pubblica amministrazione. I notai, in quanto pubblici ufficiali, svolgono attività di fondamentale importanza nell’ordinamento italiano, come stabilisce la legge n. 89 del 1913, che li qualifica e ne regola l’operato in termini di autenticazione, deposito e rilascio di copie di atti notarili.
Il contesto si arricchisce del complesso sistema dell’ANPR, istituito come banca dati centralizzata della popolazione residente tra i Comuni, con l’obiettivo di assicurare uniformità , qualità informativa e facilità di accesso da parte delle pubbliche amministrazioni. L’accesso a questo archivio richiede l’adesione alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), ovvero un’infrastruttura tecnologica che consente l’erogazione di servizi tramite canali digitali sicuri..
Nel quadro normativo più recente, il 24 luglio 2025, la Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’autorità delegata all’innovazione, volto a consentire ai notai iscritti all’albo (ai sensi dell’articolo 24 della legge 16 febbraio 1913, n. 89) la richiesta di certificati anagrafici tramite il Consiglio Nazionale del Notariato, con finalità legate all’esercizio della loro professione e nel pieno rispetto del GDPR.
Questo provvedimento, corredato del parere favorevole del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 4 giugno 2025, determina un’innovazione significativa: i notai potranno accedere direttamente ai servizi di certificazione offerti dall’ANPR, aprendo una nuova frontiera nella digitalizzazione degli atti notarili e nella semplificazione delle procedure a favore sia dei professionisti sia degli utenti finali.
Già in passato, alcune esperienze locali avevano anticipato questo percorso, come dimostra la convenzione stipulata a Milano tra il Comune e il Consiglio Notarile, che consentiva ai notai l’accesso ai servizi anagrafici del Comune tramite modalità telematiche. Tuttavia, con l’entrata in funzione dell’ANPR nel 2020, queste convenzioni si sono inevitabilmente dovute adattare al nuovo sistema nazionale, talvolta in presenza di criticità interpretative o di sicurezza, come nel caso del Comune di Milano..
Dal punto di vista operazionale, per i notai l’accesso all’ANPR tramite PDND richiederà forme di autenticazione digitale attraverso l’intermediazione organizzativa del Consiglio Notarile o il Consiglio Nazionale del Notariato e della sua società Notartel, in modo che vengano rispettati i più stringenti parametri di sicurezza previsti dal GDPR e dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).


