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Cosa è una procura? Quali tipologie esistono?

La procura è un atto unilaterale con il quale un soggetto (rappresentato) attribuisce ad un altro soggetto (procuratore o rappresentante) il potere di rappresentarlo in un determinato contesto giuridico.

La procura, essendo come detto un negozio unilaterale, deve essere sottoscritta solo dal mandante e non necessita anche dell'accettazione del procuratore (che quindi non deve firmarla).

L'effetto della procura è quello di consentire al procuratore di porre in essere atti giuridici le cui conseguenze si producono nel patrimonio del rappresentato.

La forma della procura segue per simmetria la forma del negozio a cui è destinata. Pertanto, se il negozio in questione non necessita della forma notarile, allora la procura potrà essere rilasciata per semplice scrittura privata. Viceversa, qualora la procura debba essere spesa ad es. per l'acquisto o la vendita di un bene immobile, sarà necessario che essa sia stipulata da un notaio attraverso un atto pubblico od una scrittura privata autenticata.

La procura può essere speciale o generale:

- è speciale la procura rilasciata per il compimento di un singolo affare o più affari determinati da esaurirsi in unico contesto;

- è generale la procura rilasciata per il compimento di più affari, da esaurirsi anche in contesti diversi.

Le due tipologie di procure, se stipulate per atto notarile, hanno costi differenti:

- la procura speciale sconta infatti l'imposta di bollo nella misura di 16,00 euro per ogni 100 righe di testo su foglio uso bollo;

- la procura generale, invece, sconta l'imposta di registro in misura fissa (al momento in cui si scrive pari ad euro 200,00) e l'imposta di bollo (al momento in cui si scrive pari ad euro 30,00).

A questi costi ci sono poi da aggiungere gli onorari del notaio dovuti per la redazione, registrazione e consulenza, oltre l'I.V.A.

La procura, una volta rilasciata, può (salvo alcune eccezioni sulle quali non ci soffermeremo) essere revocata dal rappresentato attraverso un atto avente identica forma rispetto al primo. La revoca della procura viene poi dal notaio annotata sull'originale, qualora in suo possesso, e comunicata al Consiglio Notarile di appartenenza, il quale a sua volta procede a diramare a tutti i notai del distretto l'intervenuta revoca. Per i notai fuori distretto è quindi sempre buona prassi, prima di utilizzare una procura per un proprio atto, di contattare il Collega che ha stipulato la procura per accertarsi che non siano intervenute revoche ovvero, qualora il Collega non fosse più in esercizio, il Consiglio Notarile e l'Archivio Notarile di competenza.

Infine, la procura va tenuta distinta dal mandato: mentre, infatti, la procura è un atto destinato a provare i poteri di rappresentanza nei rapporti esterni (e quindi verso i terzi), il mandato, invece, è il contratto tra mandante e mandatario teso a regolare i rapporti interni e quindi sostanzialmente le istruzioni e gli obblighi che il mandatario è tenuto ad osservare nell'espletamento del mandato.


Giuseppe Levante


12 maggio 2020




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